Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Questa è la vita di Pierre Dragon

Noir. Una graphic novel che racconta la quotidianità di un agente segreto. Disegni del grande Frederik Peeters.

DRAGON

Quello di Pierre Dragon, agente segreto, è un nome troppo perfetto per essere vero. Infatti è un nome de plume, dietro cui è nascosto però un vero agente segreto, un professionista della sicurezza nazionale che oggi lavora nei Reinsegnement Généraux e che ha scelto il fumetto per raccontare quello che fa. Lui ci ha messo le idee, i disegni e la costruzione delle tavole sono affidati a uno dei più grandi talenti del fumetto francofono indipendente degli ultimi anni, lo svizzero Frederik Peeters, che a poco più di trent’anni si era fatto notare per Pillole blu, storia d’amore autobiografica con una ragazza sieropositiva. Pillole blu era un graphic novel intimista, uno dei meglio riusciti nel genere. La collaborazione con Pierre Dragon produce invece un noir metropolitano con un ritmo perfetto per una storia che vuole trasmettere la quotidianità del lavoro dell’agente segreto: lunghissime attese con improvvise e confuse accelerazioni. Lizard, il ramo fumettistico della Rizzoli, ha appena pubblicato il volume che raccoglie il primo ciclo di storie di RG (che sta per Reinsegnement Généraux): Fuori dal sistema.

«Quartiere delle Halles, nei locali di un laboratorio odontotecnico tedesco… Stiamo sorvegliando un negozio di vestiti da due giorni… Mi aspetto vada per le lunghe… Il cellulare del titolare e il fisso del locale sono intercettati…», Pierre Dragon è anche il protagonista di RG, pensa molto e parla poco. Peeters costruisce un fumetto molto scritto, dove i pensieri riempiono le tavole quanto le immagini, ma senza eccessi. Tutto è calibrato alla perfezione, e il segno di Peeters riesce a trattenere il meglio della semplicità del fumetto francese pur senza ricorrere alla freddezza formale della ligne claire più classica.

La Parigi dove Dragon collabora con la Cia per fermare un flusso di finanziamenti a gruppi islamisti (tutto parte da un giro di noleggio di limousine) è caldissima, come quella dell’estate del 2003 quando i vecchi morivano a decine. Non si vede la tour Eiffell, ma solo le strade sporche intorno al centro, nella zona ai margini del Marais o a Belleville, sempre di notte, quando non ci sono turisti e la città perde il suo fascino da cartolina.

Fuori dal sistema
Pierre Dragon, Frederik Peeters
Rizzoli, 110 pp., euro 15

04/07/2009 Posted by | Fumetti | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Un fumetto fantasy che piace a destra

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La Magic Press ha appena pubblicato uno strano fumetto, un volume con una storia epica e un personaggio che si chiama “Death Dealer” (192 pp.,17 euro), “latore di morte”. Un mostro a cavallo, occhi infuocati e ascia enorme, pronto a fare strage di demoni. La storia è abbastanza tradizionale: un mondo pacifico assediato da forze demoniache, un eroico sacrificio per la patria di un giovane che si presta a incarnare il “Death dealer”, una personificazione dello spirito della battaglia. Poi l’inevitabile, ma sofferta, vittoria del bene. È un volume tributo all’americano Frank Frazzetta, un pittore oscuro e geniale, che ha dedicato alcune tele a questo Death Delaer, diventato negli anni un’icona di un certo fantasy crepuscolare. L’editore americano Image ha commissionato una serie che lo trasformasse in un personaggio a fumetti. Tre gli autori, Nat Jones, Jay Fotos, and Joshua Ortega, tutti sotto la forte influenza di Todd McFarlane (il creatore di Spawn). Ma la cosa più interessante di questo libro è che è stato subito adottato a destra. Il Secolo d’Italia gli ha dedicato un lungo articolo, a firma di Errico Passaro, ufficiale dell’Aeronautica militare. Secondo Passaro, questo fumetto entra di diritto in quella «biblioteca d’area a rischio di estinzione, fatta di libri, dischi, film, fumetti che d’oggi in avanti sembreranno residuati di guerre passate, resti di ere giurassiche, cascami di una superata cultura a vocazione minoritaria». Letta con gli occhi della destra, in effetti, la storia del Latore di morte sembra la versione splatter e a fumetti della triade dio, patria e famiglia, dove l’amore per la terra si dimostra bagnandola con il proprio sangue, dove le donne sono indifese e in cerca di una protezione, la morte è un destino ambito dagli eroi e i compagni morti continuano a vivere e a combattere al fianco dei propri commilitoni. Vederlo come un fumetto di destra è legittimo. Ma è almeno un bel fumetto di destra? L’impatto grafico è notevole, la storia affascinerà soprattutto – per dirla con Il Secolo – «gli infelici pochi ancora capaci di godere e vibrare alla visione di scene di massa come a quelle di rude spirito di corpo; infelici, perché consapevoli che certi valori etici ed estetici sono ormai moneta deprezzata». Un po’ meno gli altri, ma si fa leggere.

20/06/2009 Posted by | Fumetti | , | Lascia un commento