Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Chi sono

Stefano Feltri, 1984. Modenese, laureato alla Bocconi, da poco più di un anno sto a Roma.

Ho cominciato a scrivere sulla Gazzetta di Modena. Poi ho collaborato con varie testate, tra cui Diario e Lo Specchio della Stampa. Dopo uno stage a Radio24, ho lavorato per il Foglio e per Il Riformista. Scrivo anche su Aspenia, la rivista dell’Aspen Institute. Quando riesco mi occupo anche di fumetti, per la rivista Anteprima.

Attualemente mi occupo di economia e politica al “Fatto Quotidiano”, il nuovo giornale diretto da  Antonio Padellaro, che esce in edicola da settembre .

Ho deciso di trasformare questo blog da archivio dei miei pezzi in una selezione delle idee e delle analisi economiche più interessanti che pubblica “Il Fatto” per far circolare gli spunti che, quasi ogni giorno, arrivano dalla nostra pagina degli editoriali.

11 commenti »

  1. Ciao,
    Ho letto che in una vita parallela sei appasionato di comics, e ne approfitto per mandarti un paio di link a 2 miei mini-blogs di vignette politiche e cartoons comici. Se ti piacciono, e se ti va, segnalali a chi di dovere.
    Grazie
    Pietro

    http://lacayenna.ilcannocchiale.it/
    http://pbcartoons.ilcannocchiale.it/

    Commento di Pietro Borrelli | 26/09/2009 | Rispondi

  2. Ciao ! è un vero piacere vedere che in un bel quotidiano come il Fatto , oltre alla presenza di prestigiose firme venga dato spazio anche a noi giovani,tra l’altro dalla sostanza degli articoli non avrei ma giurato che tu fossi un mio coetaneo.
    Ti faccio gli auguri e i complimenti

    Sara Moscatelli, abbonata del Fatto Quotidiano

    Commento di saretta | 20/10/2009 | Rispondi

    • Grazie mille! E a me fa un grande piacere scrivere per i miei coetanei!

      Commento di statoemercato | 20/10/2009 | Rispondi

  3. Complimenti per gli articoli che scrivi su Il Fatto, davvero ottimi 🙂

    Commento di Daniele Brundu | 30/11/2009 | Rispondi

  4. semplice curiosità: parente di Vittorio Feltri?

    Commento di massimob. | 12/12/2009 | Rispondi

    • No

      Commento di statoemercato | 12/12/2009 | Rispondi

  5. Ho letto alcuni tuoi articoli ma non mi sembrano molto particolari. Sono un po’ vuoti di informazioni rispetto a quel che si legge su quotidiani più grandi e ricchi di informazioni. Se devo pagare un giornale compro la Repubblica perché mi dà una visione più completa della situazione, oltre ad essere più godibile graficamente.

    Commento di Marco Crispi | 16/02/2010 | Rispondi

  6. Anch’io leggendo i tuoi articoli non avrei mai detto che hai praticamente la mia età… !complimenti!
    A me piace molto il Fatto, ma ho una domanda un pò specifica da farti: è vero che i giornalisti economici sono fra i più richiesti (se di domanda si può parlare, ovviamente…)?
    forse è questa la ragione per cui al Fatto hanno scelto una persona che,oltre ad essere brava, è anche giovane!

    Commento di serena | 27/03/2010 | Rispondi

  7. Complimenti per l’articolo di oggi 15 Giugno sul Fatto Quotidiano.

    Hai centrato il problema molto bene e la battaglia generazionale è il vero problema di questi anni.

    andrea

    Commento di andrea luzzi | 15/06/2010 | Rispondi

  8. Salve ho letto il suo articolo sui lavoratori di Pomigliano su l’Antefatto, dove fa un’analisi dello stato dei lavoratori non dipendenti come me (sono architetto)e che condivido in pieno, vivendola quotidianamente.
    Non ho studiato per avere i titoli ma solo perchè mi piaceva e sia con i miei sacrifici (di studente e di lavoratore) e dei miei genitori, sono riuscito a laurearmi e a conseguire un master e ancora oggi a 37 anni sto continuando con il mio percorso formativo con corsi e attualmente con un dottorato di ricerca (senza borsa)sia per curiosità personale sia per offrire al cliente un servizio migliore….a un prezzo minore, a differenza di altre professionalità che ad una maggiore preparazione chiedono un prezzo superiore (vedi i medici specializzati).
    Mi sono sempre chiesto e così mi ricollego al suo articolo, perchè programmi televisivi (vedi report, anno zero, ballarò, exit, ecc) e mass midia in generale, puntano sempre l’attenzione o su i lavoratori dipendenti o su quelli statali, mentre di noi giovani che hanno deciso di intraprendere la libera professione sembra che non importi a nessuno, eppure con noi, ognuno di noi ha a che fare, dalla pratica per la verandina sul balcone alla lettera da far scrivere a un’avvocato per un sinistro, eppure molti di noi guadagnano molto meno di 700 euro al mese, a differenza sia di altre categorie di professionisti con lo stesso percorso di studi, sia di lavoratori, non a caso L’espresso di qualche anno fa ci definì “I nuovi poveri”!!!
    Spero che in futuro oltre a lei che ha descritto così bene la nostra situazione, concentrino la loro attenzione suoi colleghi più anziani e blasonati, ma ai me un pò disattenti.
    Saluti Nazzareno Viviani

    Commento di Nazzareno Viviani | 16/06/2010 | Rispondi

  9. A proposito dell’articolo del 15-6-2010:”Ma i diritti dei lavoratori dipendono da pomigliano”,mi sento di dire che è proprio così.
    Sono un lavoratore del pubblico impiego alla fine della carriera, e qualche cosa della FIAT l’ho già vista.
    Ricordo la campagna stampa degli anni ’80, quando la FIAT comprava intere pagine di giornali per spiegare che in Italia i disoccupati non volevano lavorare, visto che l’azienda non riusciva a trovare operai.
    Poi si è visto che la FIAT schedava gli operai e discriminava quelli politicizzati di sinistra.
    Ho una figlia più o meno della sua età, che sta facendo il dottorato di ricerca all’estero, perchè in Italia non ci sono prospettive,e posso dire che questo è possibile perchè sono stato “garantito”.
    Quindi,non bisogna sottovalutare quello che sta succedendo a Pomigliano, perchè quello che succede lì sarà applicato ovunque nel modo peggiore, come è stato per la cosiddetta “Legge Biagi” che teoricamente avvicinava gli ex studenti al mondo del lavoro.
    Sono queste le cose che mi vengono in mente leggendo il suo articolo, ma ce ne sono molte altre.
    Comunque condivido in generale la linea del “Fatto”, anche se qualche volta non mi trovo d’accordo, ma va bene così.
    Tanti auguri per il futuro!

    Commento di Michele Cappucci | 16/06/2010 | Rispondi


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