Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

LA VERA SECESSIONE


memorabilia_manifesto

dal Fatto Quotidiano del 13 ottobre

Il ministro Giulio Tremonti ha fatto sapere ieri al “Mattino” che giovedì si discuterà sul serio della Banca del Sud (o del Mezzogiorno) in Consiglio dei ministri. Eppure il ministro sembra un po’ fuori sincrono rispetto ai problemi del Pdl: in questo momento il Partito del Sud è mansueto, mentre è quello del Nord che dovrebbe inquietare la maggioranza. Non stiamo osservando la ciclica riemersione della
“questione settentrionale” che di solito si risolve con qualche promessa sugli studi di settore, un po’ di mano libera sull’evasione e qualche rigurgito identitario. La recessione sta creando una frattura tra la classe dirigente del centrodestra e il suo popolo: le ripetute negazioni della crisi da parte di Berlusconi – e Tremonti – funzionano in televisione, ma scavano un solco nel territorio tra gli imprenditori che scoprono la cassa integrazione e un governo che dice “l’Italia sta meglio degli altri e si sta già riprendendo”.

Che la questione stia per esplodere lo dimostra il fatto che anche “Il Giornale” stia dando grande spazio alla rabbia dei padroncini, mascherata da adesione all’appello “contro l’Italia di ‘Repubblica’ e dei furbi”. Ma, nonostante le grandi foto di Carlo De Bendetti che corredano gli articoli, il bersaglio ultimo è Berlusconi. Sono critiche tanto più pericolose perché si tratta di fuoco amico, attacchi che trovano ampio spazio anche sul “Corriere della Sera”, di cui hanno scalato il sommario conquistando la prima pagina (e si può immaginare il disappunto di Tremonti, che al “Corriere” è sempre molto sensibile). É passata quasi inosservata, ma l’intervista al “Piccolo” (Trieste) di sabato di Emma Marcegaglia, assai meno filogovernativa che sulla stampa nazionale, dimostra che anche in Confindustria c’è la consapevolezza di quello che non è più un malessere diffuso ma un’emergenza di categoria. “Ci sentiamo abbandonati”, diceva la Marcegaglia.

Tutto questo precipita politicamente nelle prossime elezioni regionali del Veneto: il Pdl e Berlusconi continuano a dire che il candidato di destra è Giancarlo Galan, ex Forza Italia. Ma corrono un grosso rischio: secondo attenti osservatori degli equilibri di potere veneti, sta cadendo la pregiudiziale a un’alleanza tra Lega e Pd. E i leghisti sono pronti a tutto pur di avere la guida di una regione che sentono spettare loro di diritto. Se i piccoli imprenditori si staccano dal Pdl, finiscono tra le braccia di Bossi. Ed è questa la vera secessione di cui deve (pre)occuparsi il governo.

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13/10/2009 - Posted by | Articoli, IL FATTO POLITICO, Il Fatto Quotidiano | , , , , , , ,

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