Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Se Bersani Parla di tasse


da Il Fatto Quotidiano del 7 ottobre

A meno di una settimana dal congresso del Partito democratico, finalmente uno dei candidati – il vincitore annunciato – inizia a parlare di cose concrete. Pierluigi Bersani, in un’intervista al “Sole 24 Ore” di ieri, prima si produce in imprescindibili riflessioni sul “nesso tra questione democratica e questione socio-economica”. Poi passa a temi comprensibili. Questa l’idea di fondo: bisogna ridurre le tasse. Soprattutto quelle sul lavoro, ma non solo, anche alle categorie o ai soggetti che dimostrano maggiore fedeltà fiscale. E “il nuovo patto economico-fiscale” con le piccole e medie imprese può significare solo una cosa: noi vi riduciamo le tasse, voi vi impegnate a pagarle tutte. Forse, ma solo forse, si potrebbe pensare anche a una tassa patrimoniale (che colpisce la ricchezza accumulata, non il reddito), almeno come minaccia da agitare per guadagnare potere contrattuale.
Per la prima volta da molto tempo sembra di scorgere l’embrione di un’idea a sinistra. Ai tempi di “le tasse sono bellissime” di Tommaso Padoa-Schioppa e Vincenzo Visco c’era l’approccio dei due tempi. Prima si risana la finanza pubblica con una cura lacrime e sangue e una lotta spietata all’evasione, poi si riducono le imposte a chi lo merita (come ha fatto il centrosinistra di Prodi intervenendo sul cuneo fiscale, la differenza tra quanto costa il lavoratore all’impresa e quanto ottiene in busta paga). Ma Bersani deve aver letto sul “Corriere della Sera” il primo editoriale con cui Francesco Giavazzi ha ricominciato a scrivere di politica economica, qualche settimana fa: il Pdl e Silvio Berlusconi – scriveva l’economista bocconiano – hanno definitivamente rinunciato alla “rivouzione liberale”, all’idea che per stimolare l’economia si debba ridurre la pressione fiscale. Si limita – ma questo Giavazzi non lo esplicitava – ad ampliare le zone grigie in cui i furbi, e quindi meritevoli, possono prosperare a spese degli altri. Vedi lo scudo fiscale.
Nel mercato della politica, quindi, si è creato un vuoto: ci sono soggetti, imprenditori e commercianti, che vogliono sentir parlare di riduzione delle tasse. Bersani l’ha capito e ha abbandonato i due tempi. Le tasse si riducono subito e, al contempo, si concordano nuovi modi per farle pagare. Difficile dire se un governo di centrosinistra sarebbe poi in grado di farlo davvero, ma almeno è un’idea.

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07/10/2009 - Posted by | Articoli, IL FATTO POLITICO, Il Fatto Quotidiano | , , , , , , ,

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