Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Il testimonial dello scudo fiscale


 
Hard News. Il pornoattore nel mirino della guardia di finanza per la sua residenza in Ungheria che gli avrebbe permesso di sottrarre al fisco italiano 200mila euro. Ha una casa a Roma ma produce film a Budapest, si sente di sinistra ma vede in Berlusconi uno spirito affine, perché «è un uomo vero».
Rocco Siffredi

Rocco Siffredi

Dopo Valentino Rossi, un altro simbolo dell’italianità all’estero si trova a diventare – controvoglia – testimonial della lotta all’evasione fiscale. Si è saputo ieri che l’attore porno Rocco Siffredi è sotto indagine da parte della guardia di finanza di Chieti, la sua città di origine. Il colonnello Gioacchino Angeloni, che ha fatto partire gli accertamenti, sospetta che la residenza di Siffredi in Ungheria sia solo un modo di aggirare il fisco italiano, a cui avrebbe sottratto almeno 200mila euro. «Negli anni novanta il fisco ungherese aveva maglie larghissime, ma di anno in anno si è fatto più attento. Si riesce comunque ad avere una migliore gestione fiscale qui che in Italia: l’aliquota massima sui redditi personali è del 36 per cento, sulle società del 16 più un quattro per cento di contributo di solidarietà», spiega Alessandro Farina, che da quindici anni lavora in Ungheria con lo studio di consulenza Itl group.

Rocco Antonio Tano, Siffredi in arte, ha 45 anni e da oltre un quarto di secolo si dedica ai film per adulti, è diventato una celebrità con qualche occasionale escursione fuori dal suo genere, come il censurato spot delle patatine Amica Chips. Nel 1997 spiegava: «Un attore di film hard guadagna dai 500 ai 1000 dollari al giorno e un film può durare al massimo una settimana. Io lavoravo 25 giorni al mese e facevo circa 150 film all’anno, adesso ne farò 4 o 5, quando me lo chiede un amico». Da quando poi si è messo a fare il regista e il produttore, ha cominciato a girare solo all’estero, soprattutto in Ungheria, dove ingaggiare le attrici costa circa 200 euro al giorno e un film si produce con 5mila euro, invece che i 25 mila che costerebbe in Italia. Il patrimonio di un attore che nel suo settore è una star di primo livello e – come ci tiene a ricordare – un premio Oscar (di categoria), richiede una gestione attenta.

Nel 1993 ha creato la Rocco Siffredi Production srl, con un capitale sociale di 20 milioni di lire. Nel settembre del 1995 acquista la misteriosa Quattrocchi, una società a responsabilità limitata con sede a Roma. Dopo due anni la rivende, e nei documenti societari della Quattrocchi resta traccia di un passaggio di quote della Rocco Siffredi Produzioni srl da Rocco e Gennaro Tano al fiscalista Vittorio Gobbi e all’impiegato Gian Luca Fonzi. La Quattrocchi è una società di consulenza per pratiche amministrative e rapporti di lavoro, ma interpellata dal Riformista rifiuta di spiegare quali siano i suoi rapporti attuali con Rocco Siffredi, nega perfino di conoscere i due titolari, Gobbi e Fonzi. Quanto a Gennaro Tano, si tratta del padre di Rocco, classe 1924, da sempre suo socio in affari con quote minoritarie e azionista della Mariage srl, altra società che si occupa di oggettistica e servizi di complemento ai film di Siffredi. Dal 1991 Rocco ha una moglie, che in Italia si fa chiamare Rosa Caracciolo, vero nome Rosza Tassi, un’ex miss Ungheria, di 39 anni, collega che ha condiviso alcuni set con il marito, come “Rock and Roll Rocco” e “Rocco’s Top Model”. Dal 2005 abitano a Roma, in una villa sull’Aurelia che, secondo la guardia di finanza, è intestata a una società di comodo britannica ma è in realtà la loro vera residenza.

I finanzieri sono pronti a ricorrere anche ai tabulati telefonici per dimostrare che Rocco e Rosa (oltre ai figli Lorenzo e Leonardo) passano lì più dei sei mesi all’anno che li obbligano a comportarsi da contribuenti italiani, nonostante la residenza formale in Ungheria. L’attenzione della finanza rischia di impedire a Siffredi di ricorrere – nel caso volesse farlo – allo scudo fiscale offerto dal 15 settembre dal ministero dell’Economia a chi vuole rimpatriare capitali sottratti al fisco pagando il 5 per cento della somma. Finora non poteva aderire chi ha procedimenti aperti con l’agenzia delle entrate (cioè chi è stato scoperto), ma è ancora da capire quanto verrà recepito dell’emendamento del deputato Salvo Fleres (Pdl) che sta provando a estendere lo scudo a tutti trasformandolo, accusa il Pd, in un condono tombale.

Rocco Siffredi non ha mai votato, ma ha confessato, in un’intervista a Libero, di sentirsi a sinistra e di comportarsi però come uno di destra. Quando ha ricevuto la giornalista Barbara Romano nella sua abitazione romana ha parlato molto anche di Silvio Berlusconi: «È un vero amatore. Mi ha sempre dato l’impressione di uno che c’ha il chiodo fisso un po’ come me, solo che io ne ho fatto un lavoro e lui un divertimento». Poi approfondisce l’analogia: «Io ho sempre pensato che la persona che avrebbe potuto sostituirmi è Silvio Berlusconi. Il “Rocco Siffredi” della situazione avrebbe potuto tranquillamente essere lui, perché è un uomo vero». Era il 21 dicembre 2008, cinque mesi prima che il presidente del Consiglio andasse alla festa della diciottenne Noemi Letizia, che Veronica Lario gli chiedesse il divorzio e che diventassero noti i dettagli delle feste a palazzo Grazioli.

Annunci

18/09/2009 - Posted by | Articoli, Il Riformista | , , , , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: