Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

L’inizio della fine del berlusconismo? No.


zapping. Il professor Siliato analizza i dati Auditel. Mediaset festeggia, ma Sky fa causa contro l’impossibilità di pubblicizzare le proprie offerte sulle reti del Cavaliere. Tensione in Rai per il cda su AnnoZero.

PORTAPORTA

Il sorpasso della fiction di Canale 5 con Gabriel Garko sullo speciale di Porta a Porta con Silvio Berlusconi è già un caso politico. Antonio Di Pietro (Idv) se la prende con il conduttore Bruno Vespa – «boia» dell’informazione pubblica – il presidente di garanzia della Rai Paolo Garimberti difende il diritto della Rai a criticare il governo (in polemica on Berlusconi) e, dopo aver espresso solidarità a Vespa martedì, ieri l’ha manifestata a Ballarò, Report e AnnoZero. La commissione di Vigilanza sulla Rai, presieduta da Sergio Zavoli, ha confermato l’audizione del direttore generale Mauro Masi per il 23 settembre, per parlare di bilancio ma anche dei programmi, come Zavoli ci ha tenuto a precisare ieri. E il sindacato dei dipendenti, l’Usigrai, ieri sera si è incontrato alle 21 per preparare gli striscioni da esibire alla manifestazione di sabato a Roma: “Diritto di sapere, dovere di informare”.

Il programma di Bruno Vespa ha avuto nel complesso uno share di circa il 13,47 per cento, con una media di 3,2 milioni di telespettatori, circa gli stessi dell’ispettore Coliandro su Rai2 e quasi la metà dei 5,7 milioni che hanno seguito la fiction “L’onore e il rispetto” su Canale5, con Gabriel Garko. Commenta il professor Francesco Siliato, analista dei media del politecnico di Milano: «I programmi politici non fanno mai grandi ascolti. La vera misura dell’insuccesso di Berlusconi è un’altra: le polemiche che hanno preceduto Porta a Porta hanno spinto moltissimi italiani a passare da Rai1. I contatti unici sono stati oltre 16 milioni, ma il tasso di fedeltà è stato bassissimo, inferiore al 20 per cento». In altre parole: in media lo spettatore di Vespa e Berlusconi non ha resistito più di mezz’ora prima di cambiare canale nonostante, per la prima volta, la presenza di un Porta a Porta in prima serata abbia modificato, oltre al palinsesto di Rai1, anche quello delle altre reti della tv di stato. Non era mai successo quando Ballarò o AnnoZero si erano trovate in concorrenza con speciali di Vespa sul delitto di Cogne o fatti di costume.
«Non parlerei di insuccesso. Trovo già notevole che il 13 per cento dei telespettatori abbia guardato questa sorta di bollettino di regime», ha detto Massimo D’Alema. Anche da Mediaset riducono il peso della controprogrammazione nel determinare la scarsa audience per Berlusconi: «La fiction con Garko ha già un suo pubblico, è alla seconda stagione, e non si poteva certo rinunciare a Dirty Dancing la sera in cui è morto il protagonista, Patrick Swayze».La puntata del talk show Matrix di Alessio Vinci, dedicata alla libertà di informazione, non si sovrapponeva a Porta a Porta, ma è stata soppressa anche se avrebbe catalizzato su Mediaset gli antiberlusconiani che fuggivano da Rai1, completando così il menu che offriva anche Garko e la partita del Milan (e della Juve) su Mediaset Premium per i meno interessati alla politica.
Mentre in Mediaset si godono il successo di audience a spese dell’editore, ennesima dimostrazione che funziona la linea aziendale di escludere la politica dal prime time, a rovinare il clima arriva la notizia: Sky si è rivolta al tribunale di Milano per citare in giudizio la società Rti, la società licenziataria delle concessioni televisive di Mediaset, e Rti, la concessionaria di pubblicità. La ragione è che Mediaset ha vietato a Sky di pubblicizzare le proprie offerte sulle sulIe sue reti in violazione – sostiene il gruppo di Rupert Murdoch – della normativa europea. Replica Mediaset: nel solo 2009 ne abbiamo trasmessi oltre tremila.
In Rai, intanto, cresce la tensione alla vigilia del consiglio di amministrazione di oggi dove si potrebbe decidere il destino di AnnoZero. «So che ci sono dei ritardi sul rinnovo di alcuni contratti, tra cui quello di Marco Travaglio. Siamo in attesa di capire se si tratta di ritardi casuali, che pure in azienda possono verificarsi, oppure di qualcosa di molto grave che si sta verificando», dice Carlo Verna, segretario dell’Usigrai.

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17/09/2009 - Posted by | Articoli, Il Riformista | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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