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L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Le conseguenze (temute) della fusione Disney-Marvel


Altro pezzo di ieri sulla nota vicenda Marvel-Disney, qui raccontata dal punto di vista di un appassionato di fumetti unm po’ preoccupato.

L'immagine promozionale della maxisaga "Civil War"

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È una vicenda finanziaria, una questione di bilanci e M&A, le fusioni e le acquisizioni che stanno tornando grazie ai prezzi bassi da crisi. Ma viste le due aziende coinvolte è più giusto raccontarla come la storia di Topolino che si compra l’Uomo Ragno.
Ieri la Walt Disney Company ha annunciato, un po’ a sorpresa, un accordo che la porterà a diventare con il 40 per cento primo azionista della Marvel Entertainment. Un’operazione da quattro miliardi di dollari. In Italia si può avere l’impressione che si tratti di un’alleanza nel settore editoriale, visto che le pubblicazioni dedicate ai due personaggi più noti, “Topolino” e “Spider-Man” (fino a poco tempo fa si chiamava “L’Uomo ragno”) sono le testate di punta delle filiali italiane, la Disney Italia e la Panini Comics, che detiene i diritti delle testate Marvel in Europa. Ma la fusione di ieri è in realtà un’operazione interna al mondo del cinema. Come si legge nell’accordo, l’operazione serve ad assicurare alla Disney la disponibilità dei 5mila personaggi della Marvel, un patrimonio sterminato che si estende da Capitan America al Punitore fino ai più infelici supercriminali tipo l’Uomo assorbente o Pete l’uomo colla. Una galleria di eroi in calzamaglia che per decenni è stata solo una palestra per le sfide tra nerd, discussioni ora traferite nei forum web per confrontarsi sulle evoluzioni di Hulk o sui cloni dell’Uomo Ragno. Ma grazie a Stan Lee, il fondatore e primo sceneggiatore della Marvel, e Avi Arad, produttore dal raro talento, sono diventati una slot machine a cui si vince sempre: dal 2002, quando è uscito il primo episodio di Spider Man diretto da Sam Raimi, Hollywood si è accorta che i supereroi al cinema funzionavano. Ora siamo al quarto film degli X-Men in sei anni, è in lavorazione il quarto di Spider Man e già si fanno progetti per il quinto e il sesto, c’è un Capitan America quasi pronto e un secondo episodio di Iron Man che promette di bissare il successo del primo, con Rober Downey Jr.

Il fatto che la Marvel produca anche fumetti è citato solo incidentalmente nel comunicato della Disney: le vendite non sono più quelle degli anni Novanta, anche se i comics si sono evulti (in meglio) moltissimo, rappresentando le paranoie securitarie e la disillusione dell’era Bush con un’acutezza che al cinema ha raggiunto di rado. Iron Man è diventato segretario di Stato e poi ha innescato una guerra civile tra i supereroi che ha visto contrapposti quelli registrati dal governo agli indipendeti, guidati da Capitan America che, fedele al sogno più che alla burocrazia, non si è voluto piegare. Ed è morto, come JFK, ucciso da un cecchino. Altri, invece, hanno compiuto il percorso opposto: il personaggio dell’Uomo Ragno era diventato troppo complesso da gestire, con il suo matrimonio, un lavoro precario e la vecchia zia May che dopo un’agonia quarantennale stava finalmente morendo. Ma gli sceneggiatori, su richiesta del grande capo Joe Quesada (sublime disegnatore prestato al management) hanno azzerato tutto, per renderlo più simile alla versione cinematografica, a sua volta fedele al primo Uomo Ragno, quello degli anni Settanta.

A leggere questo come un segnale dell’influenza di Hollywood sui comics, la fusione con la Disney si annuncia preoccupante per i fan fumettari. L’impero della società californiana, soprattutto sotto la gestione ventennale dell’ex amministratore Michel Eisner, è stato costruito sul cinema, non certo sui fumetti che, ormai, sono prodotti quasi tutti in Europa (in gran parte proprio in Italia) e usati solo come supporto ai cartoon e al merchandising. Ma proprio perché Stan Lee e Joe Quesada sanno che i loro eroi in calzamaglia valgono tanto oro quanto pesano (cioè molto, soprattutto nel caso di Hulk e di Thor), staranno molto attenti a evitare che Topolino li maltratti.

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02/09/2009 - Posted by | Articoli, Il Riformista | , , , , , , , , , , , ,

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