Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Governo in gabbia (salariale)


TUTTI CONTRO LA LEGA. La Cisl parla di «ritorno all’Urss», la Uil di «stupidaggine». Bordate pure dall’Ugl. Gasparri e Cicchitto “interpretano” Berlusconi: nessuna apertura al Carroccio. Frena anche Scajola.

gabbie

 

Almeno su una cosa sono (quasi) tutti d’accordo: le gabbie salariali non si devono fare e comunque non devono essere chiamate così. Solo la Lega, in modo prudente, continua a difendere l’idea di una differenza fissata per legge dei salari tra nord e sud, forte di quello che ha detto Silvio Berlusconi domenica rilanciando la proposta di Umberto Bossi: «Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra sud e nord risponde a criteri di razionalità economica e di giustizia». Il problema è come farlo.

Ieri i sindacati – anche quelli meno ostili al Governo – hanno bocciato l’idea: la Cgil è «contrarissima», la Uil di Luigi Angeletti le bolla come «stupidaggine», secondo Raffaele Bonanni della Cisl le gabbie sarebbero «un ritorno all’Unione sovietica» con tutti i salari d’Italia decisi a Roma per legge. E anche l’Ugl di Renata Polverini ha preso posizione: «Sono un errore, servirebbero solo a penalizzare ulteriormente il sud».
Ma su questo non sono tutti d’accordo. Il dato più citato in questi giorni è lo studio della Banca d’Italia secondo cui al nord il costo della vita è superiore del 16 per cento rispetto a quello nel Mezzogiorno. Sostiene Giuseppe Bortolussi, capo della confederazione degli artigiani di Mestre, che al nord i salari sono già oggi superiori del 30 per cento, quindi se si introducessero le gabbie, a guadagnarci sarebbe il sud (o il nord a rimetterci, a seconda di come avverrebbe il riequilibrio).

La discussione, però, è per ora tutta politica, non di merito. Soprattutto all’interno al governo. Due vertici del quadrilatero che guida il Pdl in parlamento, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri (capigruppo, rispettivamente, alla Camera e al Senato), hanno cercato di raffreddare il clima. «I salari, presi oggettivamente, dipendono da un complesso di fattori: dalla situazione economica generale, dai rapporti di forza tra le parti, dai livelli di produttività aziendali e, evidentemente, dal costo della vita. Il presidente del Consiglio si è riferito a questi parametri. Nessuno pensa di fissare per legge i differenziali salariali», ha detto Cicchitto, frenando chiaramente rispetto all’intemerata leghista. Ancora più netto Gasparri: «Il termine gabbie salariali va tolto dal dibattito perché ingenera equivoci e giustamente si presta a polemiche».

È Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma, a spingere oltre l’esegesi delle parole di Berlusconi e a suggerire la via di una possibile mediazione: «Non mi pare proprio che Berlusconi faccia riferimento alle gabbie salariali, a cui rimaniamo contrari. Piuttosto, il presidente del Consiglio sta pensando a un tipo di contrattazioni regionali per incoraggiare investimenti nel sud e favorire una nuova stagione di ripresa imprenditoriale del Meridione». Tradotto: non si sta discutendo di centralizzare la fissazione dei salari, ma al contrario un decentramento, spostando il potere di decisione più a livello regionale. E questo è l’unico compromesso che può soddisfare il Partito del sud nato quest’estate all’interno del Popolo della libertà e che – pur privo di riconoscimenti formali – da quando è riuscito a ottenere quattro miliardi extra da Berlusconi per il Mezzogiorno esiste de facto.

Il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, ha però già detto alla Stampa che se differenziazione di salari deve esserci, allora che si faccia solo all’interno delle singole imprese: «Siamo contrari ad avere quattro livelli di contrattazione: il contratto nazionale, quello territoriale, quello aziendale e la contrattazione individuale. Noi vogliamo puntare sul livello aziendale, anche perché è in azienda, e non nel territorio, che si determinano i miglioramenti della produttività». Una linea che trova una – almeno parziale – sponda governativa nel ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola che sostiene: «Dobbiamo avvicinare la contrattazione al territorio, alla specificità aziendale e anche alla produttività del territorio». Ma Scajola ci tiene anche a precisare che tutto il dibattito sulle gabbie salariali e le tensioni Pdl-Lega sono «una polemica basata sul nulla».

Annunci

11/08/2009 - Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: