Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Appunti dal G8/1: Se questo è Bertolaso….


Doveva essere tutto perfetto, Berlusconi non poteva permettersi errori a questo (inutile, si teme) suo ultimo G8. Appena arriviamo all’Aquila, con il collega Fabrizio D’Esposito, si nota subito la scritta sul fianco di una montagna: YES WE CAMP. Perché qui è l’unica cosa che si può fare, campeggiare, che fuori dal gergo berlusconiano significa essere terremotati nelle tendopoli. Scopro dopo che la scritta è proprio sopra Onna, dove il presidente del Consiglio è in vista con Angela Merkel.

I giornalisti sono confinati dentro un media village, enormi tensostrutture senza aria condizionata con alcuni schermi (non maxi) dove scorrono le immagini del vertice. In via informale, a orari misteriosi, qualche ONG arringa i vicini per parlare dei propri dossier.

Per partecipare agli eventi funziona così: bisogna andare a chiedere all’infopoint della protezione civile se e quali cosa ci sono in programma che non compaiono sul sito (tipo conferenza stampa a sorpresa di José Barroso, presidente della Commissione europea), poi si torna alla postazione, si manda una mail allo stesso infopoint, dopodiché si attende pazientemente, se necessario tornando a sollecitare all’infopoint medesimo. Ora, dire infopoint potrebbe confondere: è una specie di caserma, con uno stretto corridoio e una porta da cui ogni tanbto si affaccia tale Ilaria, affannata funzionaria della protezione civile che dice quello che sa nel caos generale. Alcuni energumeni della guardia di finanza cercano di riportare un ordine impossibile, mentre giornalisti venuto dall’altra parte del mondo cercano di capire se sono stati prescelti (con quali criteri? Mah…) per assistere alle conferenze stampa. Per un breve istante, questa mattina, sono pure entrato nella stanza e una gentile signora continuava a rispondere a qualiasi domanda con la stessa formula: “E’ tutto sul sito”. Peccato che non sia vero.

Uniche cose positive: ai giornalisti spetta un simpatico zainetto che contiene: due pesanti volumi sull’Aquila e i suoi monumenti, l’orologio del G8 (bello, anche se un po’ plasticoso), un accappatoio supercompatto, un evidenziatore, vari fogli sparsi. Sullo zaino c’è il simbolo del vertice. I pochi che nella selezione darwiniana intorno al banco riescono a conquistarlo sono soddisfatti. Ma non quanto i pochi eletti che sono riusciti ad avere il cappellino di Finmeccanica (quella che sta trattando con Gheddafi).

Per il resto ci stiamo tutti chiedendo che ci facciamo qui.

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08/07/2009 - Posted by | Uncategorized

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