Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Breve storia dell’uomo che fa viaggiare i treni


L’ingegnere che fu sindacalista, trent’anni in azienda, oggi è un monopolista di successo. Da mesi sfida Alitalia di Sabelli e si prepara per Montezemolo.

MORETTI

Non fosse per la questione sicurezza, Mauro Moretti non avrebbe motivo di preoccuparsi di quello che si dice e scrive di lui. L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato è l’uomo che «ho trovato due miliardi di perdite, e ora sono in attivo», come ha detto lui in un’intervista recente al Giornale. Di interviste ne fa parecchie: almeno una al mese, a volte anche tre. Per spiegare come sta trasformando il simbolo dei carrozzoni di Stato in un’impresa che fa utili, successi che dimostrano che «la polivalenza manageriale non paga». Tradotto: basta mettere uno che è cresciuto dentro le ferrovie, un ingegnere che sa come funzionano i treni a capo della società incaricata di farli muovere, e le cose si aggiustano. Cinquantacinque anni, nato a Rimini, ex maestro di pattinaggio, sindaco appena rieletto di Mompeo, borgo vicino Rieti, trent’anni a occuparsi di ferrovie, vagoni e locomotori. Diventa anche sindacalista della Cgil, dicono che volesse fare carriera dentro al sindacato. Quando capì che non ci sarebbe riuscito, tornò in azienda e continuò a scalare posizioni. Nel 2007 Romano Prodi lo nomina amministratore delegato, dal 2008 il feeling con Silvio Berlusconi si consolida fino a culminare nella famosa esibizione del presidente ferroviere, Berlusconi con il cappello da macchinista nel giorno dell’inaugurazione dell’Alta velocità. Chi ha lavorato con lui racconta di un manager «duro, talvolta dittatoriale», che non ama contraddizioni e con la capacità di ricordarsi dei nemici per anni, anche decenni, senza perdonare. Guadagna, sommando le diverse componenti della retribuzione, 680mila euro all’anno (è un dato pubblico, ieri il ministro Renato Brunetta ha messo sul sito del suo ministero gli stipendi di tutti i dirigenti delle aziende partecipate dallo Stato).

Treni spezzati

Peccato per gli incidenti che continuano. A gennaio l’Eurostar che si spezza tra Napoli e Bologna nella notte del 25 gennaio, poi la recente paralisi della linea Firenze-Bologna (un cavo che si rompe in una galleria, sfonda il vetro, il macchinista ferito sfrutta la discesa per portare il convoglio in stazione, ritardi di oltre tre ore), e infine il disastro di ieri a Viareggio. Nessuno direttamente imputabile alle Fs, ma rischiano di pesare sul futuro dell’azienda come l’incidente del Pendolino del 1997 a Piacenza. La colpa venne data alla troppa velocità, con un conseguente inasprimento dei limiti per i macchinisti che, secondo alcuni esperti di circolazione ferroviaria, hanno solo rallentato i treni dei pendolari senza migliorarne l’affidabilità. Su questo tema Moretti ha fatto anche scelte a rischio di impopolarità. Ha rivendicato il licenziamento del ferroviere Dante De Angelis, che nel corso di una puntata della trasmissione Report aveva duramente criticato la gestione dell’azienda: «Ha detto due falsità – ha detto di recente Moretti – che manca la manutenzione e che ne va della sicurezza. Allarme infondato che ha incrinato il rapporto fiduciario tra lui e l’azienda».

Duello

A parte la sicurezza, l’unica critica che gli viene mossa da chi non lo ama è di essere troppo abile. Di sfruttare al meglio la sua condizione di dirigente di un’azienda che è privatizzata nella forma ma pubblica nella sostanza, di essere un monopolista che sa come consolidare il monopolio dando però l’impressione di tifare per una concorrenza spietata, soprattutto verso gli aerei. Rocco Sabelli, l’amministratore delegato di Alitalia, è spesso il bersaglio delle interviste di Moretti: «Le mie Fs più veloci e affidabili dell’aereo» (Repubblica); «Roma-Milano, il treno sorpassa l’aereo» (Il Sole 24 Ore). I due hanno avuto un piccolo screzio anche il 25 giugno, alla presentazione del logo per il turismo “Magic Italy”, Sabelli ha detto, scherzando ma non troppo, che «il presidente Berlusconi promuove un po’ troppo il treno». Sono mesi che si sfidano, Freccia Rossa contro Freccia Verde (Fs ha protestato con l’Antitrust), tariffe speciali sui treni prenotando in anticipo contro biglietti scontati sull’aereo, Sabelli accusa Moretti di competere solo grazie agli investimenti dello Stato, Moretti accusa Sabelli di sopravvivere solo grazie allo Stato che paga gli ammortizzatori sociali ai dipendenti in esubero. «Le Ferrovie ricevono ogni anno sei miliardi di euro dallo Stato: è singolare che Moretti possa rivendicare di essersi emancipato dal pubblico quando gli investimenti della sua società vengono pagati dai contribuenti, a partire dall’Alta velocità che è stata pagata da tutti noi», dice Marco Ponti, professore di Economia dei trasporti al politecnico di Milano. L’Alta velocità che è il vanto e il potenziale volano di sviluppo delle Fs della gestione Moretti, ha calcolato Ponti, ha aumentato la capacità produttiva della linea Roma-Milano di 330 treni al giorno. Ma i passeggeri sottratti ad Alitalia non sono più di tremila, che ne riempiono al massimo quattro. Ma il nodo politico più delicato è quello dei treni locali, che servono molto agli amministratori locali, talvolta ai pendolari, quasi mai ai bilanci aziendali. Secondo Ponti «due terzi dei treni dichiarati sociali non lo sono», ampliando la categoria di treni che vengono assicurati non per ragioni di profitto ma per garantire il servizio, Moretti riesce a massimizzare il contributo pubblico. Una scelta a perdere che Fs può permettersi perché controlla il 92 per cento del mercato. Adesso sta per arrivare un (piccolo) concorrente, Ntv, compagnia ferroviaria di Luca di Montezemolo e Diego delal Valle, un altro fronte molto delicato dei rapporti dialettici di Moretti. Ntv ha già fatto un esposto all’Antitrust accusando il capo delle Ferrovie di ostacolare il suo ingresso nel sistema. Il 22 giugno Moretti e Montezemolo sono stati entrambi a palazzo Chigi. Ma l’amministratore delegato di Fs dice di non averlo incrociato: «Io non l’ho visto, sarà venuto a parlare della Ferrari».

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02/07/2009 - Posted by | Articoli | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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