Stato&Mercato

L'economia del "Fatto Quotidiano". Il blog di Stefano Feltri

Fini cerca sponde tra Murdoch e piccole imprese


Il 29 giugno parteciperà a un forum del “Wall Street Journal” del magnate australiano inviso al Cavaliere. Oggi è a un convegno a Frascati. Intanto lavora a un network anti-tremontiano.

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Sul Wall Street Journal di ieri, a pagina 20, c’era una foto di “Mr Gianfranco Fini ”. Il presidente della Camera parlerà al forum Nueva Economia, a Madrid, lunedì 29, evento sponsorizzato proprio dal quotidiano di Rupert Murdoch. Tra gli altri relatori che discuteranno di crisi finanziaria, Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea. Ma se questo riguarda soprattutto il suo profilo internazionale, la costruzione di una cultura economica di destra (o almeno finiana) passa anche per un convegno che si tiene questa mattina a Frascati. Fini ha inviato un messaggio che è una benedizione della prima vera iniziativa pubblica di Valore Impresa, network di imprese e professionisti. Titolo dell’iniziativa: «L’impresa è un valore», dove si inizierà a costruire l’alternativa al tremontismo di governo.

Nel suo messaggio Fini dirà che le istituzioni devono fare interventi mirati alle piccole e medie imprese, che devono «avere pari opportunità per competere». È questo il passaggio che identifica l’approccio finiano: mentre il Governo si è concentrato sull’aiuto alle banche in difficoltà, con i Tremonti bond e la garanzia dei depositi bancari, e delle grandi imprese (commesse, infrastrutture, incentivi alla rottamazione per la Fiat), le piccole imprese si sono sentite trascurate. «In Italia fanno notizia i cassintegrati della Fiat o quelli di Alitalia, ma non le migliaia di microimprese che chiudono: per questo è nata Valore Impresa, un’iniziativa su stimolo della base, non dall’alto», spiega Gianni Cicero, presidente del «network di imprese e professionisti» nato un anno fa. L’obiettivo di Valore Impresa è aggregare le aziende troppo piccole per espandersi da sole e fuori dalle associazioni di rappresentanza tradizionali. Venti consorzi, suddivisi per filiera produttiva, per unire le forze e muoversi con più sicurezza a livello nazionale e internazionale. La “Centrale consortile” viene presentata questa mattina. «Modelli industriali e finanziari da una parte e il modello cooperativistico dall’altra hanno monopolizzato l’attenzione della politica creando un tavolo che ha fin qui egemonizzato l’economia italiana», sostiene Cicero, che però ci tiene a precisare che quello delle Coop rosse non è un modello da contestare. Ma – almeno un po’ – da imitare, tranne che per l’utilizzo dei privilegi fiscali per «fare concorrenza sleale».

A voler dare una lettura più politica dell’evento di oggi, debutto pubblico di Valore Impresa, si può vedere nell’elenco dei partecipanti l’embrione di un network finiano che avrà il compito di sviluppare le idee alla base di «un’economia competitiva ma solidale», dal titolo di un intervento di Fini pubblicato sul webmagazine di Fare Futuro, la fondazione d’area del presidente della Camera. C’è un economista come Massimo Lo Cicero, politici come Enrico La Loggia, Maurizio Leo e Francesco Aracri, che funzionano anche da sponda politica verso gli ambienti di Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo che non ha le stesse idee di Valore Impresa (è più sensibile agli interessi dei grandi gruppi), ma per ora ha rappresentato nel Governo l’unica alternativa culturale all’economia sociale e di mercato di Tremonti. Poi ci sono la Confapi, un’altra associazione di piccole e medie imprese che comincia a guardare con un certo interesse all’area finiana, e anche la Compagnia delle opere, rappresentata da uno dei membri del consiglio nazionale Nicola Colicchi.

La coincidenza temporale è forse soltanto questo, una coincidenza. Ma mentre si discute di complotti e di possibili successioni a Berlusconi, Fini rappresenta l’Italia a un forum promosso da Murdoch, che con Berlusconi è in guerra su più fronti (da Sky al Times di Londra). E cerca di intercettare la rabbia di quella parte di imprenditori e partite Iva, tipici elettori di centrodestra, che tendono ad allontanarsi dal Governo più questo appoggia le avventure della Fiat e, nel nome del rigore di bilancio tremontiano, non dà alle piccole imprese le risposte che si aspetterebbero in vista del peggioramento della crisi dopo l’estate.

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24/06/2009 - Posted by | Uncategorized | , ,

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